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Confraternita di Misericordia
di Luco dei Marsi

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Storia e tradizione

Le radici del Movimento delle Misericordie affondano nel pieno Medioevo e si sviluppano sulle vicende della città di Firenze. In questo momento storico prese vita compagnie volte all’esercizio effettivo della carità.

Dal Medioevo a oggi

Le origini

Le radici del Movimento delle Misericordie affondano nel pieno Medioevo e si sviluppano sulle vicende della città di Firenze.

Nel periodo della fioritura del sistema dei comuni, l’accentuarsi della lotta fra Impero e Papato e il perpetrarsi dei riflessi che la scissione fra Chiesa Cristiana e Chiesa Ortodossa, si formano varie Compagnie o Fraternite allo scopo di richiamare gli uomini verso quelle più alte verità che il Vangelo insegnava.

Fu proprio in questo momento storico così convulso che prese vita una delle prime Compagnie volte all’esercizio effettivo della carità.

La storia

È in questo contesto che nel 1244 giunge a Firenze il frate domenicano Pietro da Verona, predicatore impetuoso e grande trascinatore. Vi rimarrà fino a tutto il 1245, per poi proseguire la sua missione nel nord Italia dove verrà ucciso a Seveso nel 1252. Fu dichiarato Santo l’anno successivo, con il titolo di San Pietro Martire.

Nella sua permanenza a Firenze fra Pietro rafforza la posizione della Chiesa cittadina. Egli comprende bene le potenzialità offerte dall’associazionismo spontaneo dei fedeli, ma l’informalità e l’assenza di Statuti redatti in conformità ai principi stabiliti della Chiesa, espone al rischio di eresia queste forme di aggregazione.

È per questo che fissa le prime “Costituzioni” della Misericordia di Firenze.

Questa ricostruzione dei fatti che dettero vita alla prima Misericordia purtroppo non dispone dei documenti originari, perduti, sembra, a causa della rovinosa alluvione del 1557. La nascita della Misericordia “madre” è quindi confermata in modo indiretto: il primo documento conosciuto in cui si cita la Misericordia risale al 1321 ed attesta che, in quel momento, la Compagnia dispone dei capitali necessari per l’acquisto di una casa davanti al Battistero.

San Pietro Martire è comunque colui che ha dato alla prima Misericordia la solidità dell’istituzione.

La leggenda

A fianco di questa ricostruzione documentale esiste una radicata tradizione popolare.

Secondo la leggenda, l’iniziatore della Compagnia della Miserordia sarebbe un certo messer Piero, figlio di Luca Borsi, che lavorava a Firenze come facchino per conto della potente Arte della Lana. Un gruppo di questi facchini, fra cui Piero, aveva l’abitudine, fra un viaggio e l’altro, di rinfrancarsi presso la Buca degli Adimari, una mescita di vino nei pressi della cattedrale.

Le discussioni erano inevitabili e frequenti. Forse per la stanchezza, forse per il vino, certamente per ignoranza, i compagni di Piero si lasciavano andare alla bestemmia del nome di Dio. Piero, che era uomo molto devoto, rimproverava questo comportamento dei compagni senza però ottenere alcun risultato.

Ebbe l’idea, allora, di proporre ai compagni di istituire il pagamento di una multa ogni qual volta uno di essi bestemmiasse. La proposta venne accettata e dopo qualche tempo la somma raccolta raggiunse una cifra considerevole. Propose quindi ai compagni di utilizzare quei soldi per comprare sei “zane” (ceste da portare a spalla, di uso abituale tra i facchini) con le quali andare a raccogliere i malati della città accompagnandoli agli “spedali”. I compagni accettarono e stabilirono un compenso per ciascuno dei viaggi che avrebbero effettuato. Così, secondo il sentimento popolare, ebbe inizio la Compagnia della Misericordia.

Storia e Tradizione si fondono a disegnare gli elementi fondanti e tutt’oggi caratteristici di ogni Misericordia: pienamente ecclesiale ma anche profondamente laica e popolare.

La nostra identità

La carità cristiana è dono di Dio.

Era l’anno 1244 quando “Uomini di viva fede la istituirono, ordinandosi in sodalizio, per onorare Dio con opere di misericordia verso il prossimo”.

Nella Firenze medievale ebbe inizio questa avventura per opera di persone umili, forse di una cultura sommaria, ma che capirono che la loro Fede non poteva essere un’affermazione di principio senza conseguenza pratica: presero la decisione di mettere la carità al centro della loro vita cristiana, donando il cuore ai miseri, ai poveri, ai bisognosi, a coloro la cui vita distrutta non interessava più a nessuno.

La carità cristiana però non trae origine da ideologie o filosofie filantropiche, ma da Dio, che ci ama per primo, per primo perdona, che ci accoglie e ci aspetta. La carità cristiana è dono di Dio.

Non a caso i confratelli delle origini prima di partire per qualsiasi servizio passavano dalla cappella per mettersi nelle mani del Signore; e al ritorno dal loro servizio, deposta la veste, tornavano in Chiesa per ringraziare il Signore di aver loro donato di compiere quell’opera di misericordia.

“che Iddio te ne renda merito” Saluto tradizionale dei confratelli

Quella storia non è conclusa; il tempo va avanti, cambiano le tradizioni, la cultura corrente, la sensibilità, i linguaggi, resta però ininterrotto lo spirito che ha animato la decisione che ha dato inizio alla realtà delle Misericordie. Queste pagine vogliono offrire spunti di riflessione e di approfondimento valoriale e spirituale a tutti i confratelli che vogliono crescere nel loro impegno di Misericordia come testimonianza di vita e di fede.

Storia e tradizione (immagine)